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Cultural Heritage. La Bellezza può creare impresa, in modo profittevole, etico e sostenibile


 

Un Paese che si apre alla scena internazionale economica, finanziaria, politica con la forza attrattiva che sempre l’ Inedito esercita verso nuove visioni e nuovo ingegno. Parlare di turismo e cultura significa anche considerare il loro impatto trasversale agli altri settori economici, industria trasporti, energia, ambiente, infrastrutture, ricettività, alimentare. Significa pianificare la loro ricaduta positiva sull’economia di un territorio e sul suo sviluppo, in una logica di sistema e di creazione di una catena del valore che, nel caso dell’Iran, può contare su una storia millenaria, un patrimonio artistico di grande rilevanza e un contesto ambientale affascinante.

 Può questo straordinario patrimonio culturale diventare lo strumento principe di un percorso di crescita economica? Assolutamente sì, con consapevolezza, esaltazione della propria identità, organizzazione per la sua condivisione e fruibilità ben oltre alle sinergie di filiera ottimali delle famose tre A finora applicate nel marketing turistico Attraction, Awareness, Accessibility.

Sembrano solo apparentemente lontani nella logica del profitto l’accordo siglato dal governo iraniano con Boeing per l’acquisto di 100 nuovi aerei, primo passo di un processo di sempre maggiore apertura verso l’esterno, e la firma dei quattro memorandum di intesa per esporre per la prima volta fuori dal Paese in Italia, al MAXXI di Roma, l’intero corpus di Opere del Museo di Arte Contemporanea di Tehran,. E invece. Business e armonia, bellezza e sviluppo sono il teorema possibile di un modello di sviluppo economico destinato a cambiare il mondo con una visione ampia di futuro. Unire le ragioni del business al bisogno di armonia è la grande sfida per creare un’economia sana, che sia allo stesso tempo responsabile, sostenibile, etica e crei ricchezza, benessere.   

Proprio partendo dalla valorizzazione del suo patrimonio culturale l’Iran ha la grande opportunità di costruire il suo originale modello di sviluppo, basato su alcuni pilastri fondamentali: 

  • condivisione: i patrimonio culturale è un formidabile strumento di dialogo, un ponte che può unire mondi e culture molto diversi tra loro
  • salvaguardia: l’obbligo etico a tutelare e manutenere i grandi lasciti artistici e architettonici del passato, opportunamente finanziato può trasformarsi in occasioni di lavoro qualificate
  • sostenibilità: nessun progetto di valorizzazione culturale può essere ormai slegato da un’idea complessiva di sviluppo che tenga conto della salvaguardia dell’ambiente, dell’uso consapevole delle risorse, della necessità di un impatto positivo sul territorio di riferimento.
  • possibilità imprenditoriali per i giovani: in un Paese anagraficamente giovane, data l’età media dei suoi abitanti, il Cultural Heritage può e deve diventare l’occasione per sviluppare una rete di imprenditoria giovanile dinamica e qualificata, che possa essere l’occasione per mantenere i giovani nei loro territori di riferimento, portando il valore aggiunto delle loro competenze.
     

L’economia della cultura vale oggi nel mondo 30 milioni di posti di lavoro, il 3% del Pil globale, e secondo i Culture for Development Indicators dell’Unesco, cultura e creatività possono contribuire dall’1,5% al 5,7% dell’economia dei paesi in via di sviluppo. Secondo una recente analisi della Commissione Europea sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo l’industria della cultura ha un potenziale che va dal 2 al 7% dell’economia complessiva dei vari paesi. Un dato che supera di gran lunga l’apporto di molti settori dell’industria tradizionale.

Italia e Iran sono molto vicini nella comune esperienza di Paesi con una grande storia e patrimoni artistici, culturali, naturalistici ineguagliati a livello mondiale. A questo particolare e importante aspetto del processo di crescita e sviluppo dell’Iran, l’Italia può contribuire con un know how di grande livello, che va dall’alta tecnologia all’area della conservazione museale, all’eccellenza imprenditoriale di una rete di aziende in grado di progettare, realizzare, arredare e gestire infrastrutture complesse con diversa funzionalità, dall’ingegneria della mobilità all’organizzazione e alla gestione di eventi di portata mondiale. Oltre al fatto di poter offrire un flusso di viaggiatori d’affari o di piacere, comunque molto motivati a scoprire meraviglie ancora poco conosciute. Il potere della Cultura come veicolo di ‘bellezza’ per tutti, la trasformazione di un’opportunità in una promessa di felicità, può innescare il processo virtuoso di crescita e di scambio fra due Paesi che hanno tutte le caratteristiche per affermare una leadership di comportamenti esemplari e diventare nuovi positivi punti di riferimento nelle rispettive aree geografiche di appartenenza. La bellezza può fare impresa, in modo profittevole ma anche etico e sostenibile. E’ un capitolo nuovo che Iran e Italia possono scrivere insieme. Una storia da raccontare come ‘good news’ al prossimo Summit Ambrosetti a Tehran.  

 

Contributo di Filomena Rosato, CEO FiloComunicazione pubblicato sul nr. 6 di The Magazine, dedicato ai Summit Think Tanks di The European House Ambrosetti.

 

 

 

 

 

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